Il metodo di lavoro
Ogni seduta inizia con una conversazione. Raccolgo le informazioni necessarie per capire il tuo quadro: cosa senti, da quanto tempo, cosa lo aggrava o lo migliora, come vivi e ti muovi nella quotidianità. Da lì costruisco il trattamento: lavoro manuale diretto, e — quando ha senso — qualche indicazione pratica per supportare il percorso anche fuori dallo studio.
1. Colloquio iniziale
La prima visita dura circa 60 minuti. In questa fase raccolgo la storia del problema: quando è comparso, come si è evoluto, se ci sono stati episodi precedenti. Chiedo anche dello stile di vita, delle attività fisiche e di eventuali terapie già seguite. Questa parte è importante quanto il trattamento: capire il contesto permette di lavorare in modo più appropriato e su misura.
2. Valutazione osteopatica e funzionale
Dopo il colloquio passo alla valutazione manuale e posturale. Osservo come ti muovi, come distribuisci il peso, dove il corpo mostra rigidità o compensi. Con la palpazione cerco aree di ridotta mobilità articolare, tensioni muscolari e alterazioni nei tessuti. La valutazione osteopatica non equivale a una diagnosi medica: serve a orientare il trattamento manuale, non a sostituire un percorso specialistico.
3. Trattamento manuale
Il trattamento varia da persona a persona e da seduta a seduta. Utilizzo tecniche diverse in base a quello che trovo e a come il corpo risponde in quel momento: mobilizzazioni articolari graduali, lavoro sui tessuti molli — muscoli, fasce, legamenti — e approcci miofasciali per ridurre le tensioni profonde. Nelle fasi acute si lavora in modo più delicato, senza sollecitazioni eccessive. Le sedute successive durano 40–45 minuti. Alcune condizioni che accompagno frequentemente: lombalgia, cervicale, dolori articolari, problematiche sportive.
4. Indicazioni di movimento
Quando è utile, a fine seduta propongo qualche indicazione pratica: un modo diverso di affrontare un gesto quotidiano, una posizione da variare, o un semplice esercizio di mobilità. Non si tratta di un programma generico, ma di qualcosa di specifico al tuo quadro in quel momento. L'obiettivo è supportare il lavoro fatto in studio, non aggiungere complessità.
Quando è utile un confronto medico
L'osteopatia si affianca al percorso medico, non lo sostituisce. Se durante la valutazione emergono elementi che richiedono approfondimento diagnostico, indirizzo verso il medico curante o lo specialista di riferimento. Allo stesso modo, se sei già seguito da altri professionisti, il lavoro osteopatico può integrarsi con il loro percorso senza sovrapporsi. Per qualsiasi domanda puoi contattarmi prima di prenotare.